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La sgradita sorpresa della 14ma ridotta per i lavoratori del turismo – ovvero il dumping tra propaganda e realtà

16/07/2018

Per molti lavoratori del settore Turismo si è trattato di una sgradita sorpresa scoprire che la 14ma mensilità di quest’anno è una somma inferiore alla retribuzione percepita in passato.

La riduzione è dovuta al mancato computo degli scatti di anzianità nell’importo corrisposto, una delle novità introdotte dal contratto collettivo stipulato a febbraio 2018 da cgil, cisl e uil.

La riduzione della 14ma mensilità – peraltro applicata a tutti i lavoratori, anche quelli in forza al momento della stipula del nuovo CCNL (alla faccia dei diritti acquisiti!) non è l’unico elemento peggiorativo introdotto dal nuovo contratto.

Potremmo citare, sempre in riferimento agli scatti di anzianità (ormai entrati nel mirino delle parti datoriali), il mancato computo degli stessi anche ai fini del tfr fino al 31 ottobre 2021; ma non basta, gli scatti diventano quadriennali e non più triennali.
la flessibilità dell’orario di lavoro con possibilità per i lavoratori full time di lavorare fino a 48 ore settimanali per 20 settimane l’anno senza nessuna compensazione economica;
aumento della quota pasto a carico dei lavoratori, che a colpi di 0,20 centesimi l’anno raddoppierà nel giro di 4 anni;
permessi: il monte ore pieno previsto dal ccnl sarà disponibile solo a partire dal 4° anno di assunzione per i lavoratori assunti dopo il 10/01/2018;
cambi di appalto: raddoppia (!) passando da 3 a 6 mesi l’anzianità presso l’unità produttiva necessaria per essere assunti dall’azienda subentrante.

Come noto cgil, cisl e uil da qualche anno, incredibilmente spalleggiati dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, hanno avviato una campagna contro il cosiddetto “dumping contrattuale”; secondo la triplice e, spiace doverlo constatare, anche secondo l’Ispettorato del Lavoro, qualsiasi contratto che non sia da loro sottoscritto, ipso facto, rappresenterebbe dumping; ovviamente, invece, il rinnovo del ccnl del Turismo è stato salutato dagli stessi sindacati come un grande successo; ovviamente se gli stessi istituti e le stesse condizioni fossero state sottoscritte da altre organizzazioni sindacali si sarebbe trattato di dumping.

E’ sempre più evidente come la triplice abbia ormai come unico obiettivo la conservazione di posizioni di privilegio, avendo ormai abdicato da decenni a quello che dovrebbe essere il compito principale del Sindacato, la salvaguardia dei livelli occupazionali e reddituali dei lavoratori; la disoccupazione, soprattutto giovanile, galoppa e le retribuzioni dei lavoratori dipendenti hanno pesantemente perso potere di acquisto, con i lavoratori abbandonati alla mercé di una concorrenza globale a fronte della quale i “principali” sindacati nulla hanno obiettato, avallando sistematicamente tutte le politiche di flessibilità e austerità degli ultimi anni.

A fronte di questi brillanti risultati, rivendicano e vorrebbero che fosse imposta una loro esclusiva nel panorama sindacale, a fronte della sempre minore adesione dei lavoratori, avendo ormai individuato, più che nelle parti datoriali, negli altri sindacati l’avversario cui contrapporsi.

Sebbene cerchino in tutti modi di limitarla, la Costituzione garantisce la libertà sindacale, libertà che la Confsal difende in prima linea!