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Inps – sconfortanti i dati sull’andamento della cassa integrazione

23/04/2020

Tramite il proprio sito internet ieri 22 aprile, l’Inps ha reso noti i dati relativi all’andamento dei trattamenti di integrazione salariale, da cui emerge un panorama sconfortante e preoccupante.

Sorvolando sugli altri dati, ci soffermiamo su quelli relativi ai pagamenti già disposti dall’Inps, ovvero quelli che più premono ai lavoratori e alle lavoratrici che devono riceve il pagamento delle integrazione salariali dall’ente.

In merito ai pagamenti dei trattamenti di cassa integrazione ordinaria, l’Inps rende noto che sono pervenuti 56.769 modelli SR41 per 218.500 beneficiari, a fronte dei quali sono stati effettuati 19.902 pagamenti per 76.585 beneficiari. Quindi ad oggi sono stati disposti pagamenti per circa il 35% dei beneficiari per i quali sono già state comunicate le coordinate bancarie.

Per quanto riguarda l’assegno ordinario, l’Inps fornisce solo i dati delle domande inviate e dei beneficiari interessati, senza nulla precisare sui pagamenti già disposti, per cui è lecito sospettare che tale numero sia zero o vicino a zero.

Ancora più sconcertante la situazione per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga: a fronte di 64.175 domande per cui le Regioni hanno emesso i relativi decreti di autorizzazione, ne sono state pagate 2.038, pari al 3,17%; in tutta Italia fin’ora sono solo 4.149 i lavoratori e lavoratrici che hanno ricevuto l’indennità.

Ancora peggiore la situazione per la Regione Lazio: a fronte di 29.684 domande per cui la Regione ha emesso il decreto di autorizzazione, ne sono state pagate 428, pari al 1,44%, per 861 lavoratori e lavoratrici che hanno ricevuto il pagamento.

Di fronte a questi numeri osiamo affermare che questa situazione è assolutamente inaccettabile e al limite del delittuoso.

Il Governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza il 31 gennaio; sono passati ormai quasi tre mesi; il decreto “io resto a casa” risale al 23 febbraio, sono passati due mesi; il decreto “cura italia” risale al 17 marzo, un mese e una settimana fa.

I numeri forniti dall’Inps sono impietosi e confermano quanto da subito denunciato dal nostro Sindacato ma anche da consulenti del lavoro, aziende, ecc., ovvero che i soldi sarebbero arrivati ai lavoratori con gravissimo ritardo.

Non possiamo quindi non ricordare le improvvide dichiarazione del nostro Presidente del Consiglio nel mese di marzo, quando parlava di pagamenti entro il 15 aprile “e, se possibile, anche prima”, data poi spostata al 30 aprile; è chiaro che neanche al 30 aprile saranno completati i pagamenti.

Al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia possiamo concedere il dubbio della buona fede e presumere che le improvvide uscite sulle tempistiche di pagamento dell’Inps siano state dovute a mera ignoranza delle procedure e della realtà burocratica – ammesso che questa possa essere una giustificazione per due cariche istituzionali – ma c’è anche da dire che Sindacati come il nostro, associazioni datoriali e consulenti del lavoro avevano lanciato tempestivamente l’allarme, restando inascoltati.

Resta il fatto che oggi ci sono lavoratori e lavoratrici che hanno il problema di non avere i soldi per fare la spesa.

Una vergogna indegna di un paese che voglia dirsi civile.

Forse qualcuno non si rende conto della bomba sociale che si sta caricando e che rischia di esplodere a breve.